Pubblicata il 12/05/2014

In antichità il concetto di seduta come luogo di relax non esisteva, almeno non al di là di oggetti più vicini al concetto di sedia che di divano. Soprattutto per le classi meno abbienti, l'alternativa alla posizione eretta era un rigido scranno dove sedersi e un giaciglio imbottito in crine e altre fibre naturali dove giacere per dormire.

Nelle classi più agiate, che possiamo identificare con l'aristocrazia, prima che lo sviluppo industriale creasse nuove fasce sociali chiamate "borghesia", l'imbottito cominciò ad esistere più o meno nel '600 più come oggetto di rappresentanza e relazione sociale che come luogo di relax personale.

Nel secolo precedente l'abilità degli artigiani era rivolta più che altro a rendere più confortevoli le selle degli animali mediante imbottiture in crine più o meno elaborate, per poi passare alla realizzazione di sedute più morbide per gli scranni in uso all'epoca e via via finire per realizzare oggetti dove una ancor rigida imbottitura interessava anche schienali e braccioli. L'alternativa al crine animale o vegetale era rappresentato, così come per i letti, dalla lana. Come ben sappiamo, osservando ancora oggi realizzazioni dell'epoca, oppure oggetti che si ispirano al classico, l'imbottitura era resa solidale alla struttura dallo stesso rivestimento fissato alla struttura con serie di chiodi.

Passarono anni ed anni prima che la figura del tappezziere divenisse una figura lavorativa ben identificata. Fu allora, intorno ai primi decenni del '700, che le cinghie incrociate, realizzate con i tessuti più resistenti conosciuti all'epoca come la canapa, cominciarono a soppiantare le assi in legno come fondo dell'imbottitura. Le sedute cominciarono a farsi più comode, anche se il divano rimaneva relegato ad una funzione di rappresentanza più che di comfort personale.

Tuttavia, in fondo, la strada era già segnata; cominciarono a fare la loro comparsa cuscinature in piuma per le sedute, così come sistemi elastici in lamelle di acciaio in alternativa alle fasce in tessuto incrociate.

Nel secolo successivo, in Germania, fecero invece la loro comparsa le molle biconiche, una rivoluzione legata, come possiamo immaginare, alla prima rivoluzione industriale dovuta allo sviluppo dell'industria siderurgica. con l'affermarsi di quella borghesia che rese più complessa l'identificazione delle varie classi sociali. I divani e le poltrone si fecero esteticamente più massicci per via del maggior ingombro delle molle, mentre fu proprio in questo periodo ( prima metà dell'ottocento ) che cominciò ad affermarsi, almeno nelle classi più agiate, il divano accogliente e morbido, da utilizzare oltre l'aspetto di rappresentanza formale.

L'affermarsi del divano come oggetto dedicato al relax portò negli anni successivi al suo affinamento nelle proporzioni e nelle imbottiture, di pari passo con gli studi sull'ergonomia e sull'anatomia. Un'evoluzione che ebbe luogo già prima dell'avvento di materiali sintetici legati alla seconda rivoluzione industriale ( resine termoplastiche e termoindurenti, nylon, poliuretani ecc. hanno rivoluzionato le nostre vite in tutti i campi ).

Arriviamo così ai giorni nostri: il divano è un oggetto che fa parte della vita quotidiana di chiunque, dove il comfort è garantito da materiali sempre più raffinati che vanno di pari passo con l'evoluzione delle forme e del design. Ogni imbottitura è tarata con estrema precisione mediante gomme a portanza differenziata, accoppiamento di diversi materiali, aggiunta di Dacron, Memory Foam e altre moderne materie sintetiche negli strati più superficiali per dare una sensazione al tocco e alla seduta ben determinata.