Pubblicata il 12/05/2014

Potremmo riassumere i modi in cui un armadio viene costruito in tre macrocategorie: in agglomerato di particelle di legno, in tamburato e in massello.

Soprattutto in ambito classico le soluzioni più usate sono le ultime due, a meno di non rivolgersi a fabbriche di livello base che hanno nei loro cataloghi varianti classiche di prodotti realizzate con la semplice applicazione di cornici preformate su ante liscie.

Nel caso di grandi armadi in legno derivanti dalla lavorazione del massello bisogna fare delle considerazioni. Quando un mobile è costituito da pannelli di grande superficie, come appunto quella degli armadi, è doveroso l'utilizzo di legni ben stagionati; nfatti il legno è un materiale naturale che può andare incontro a fenomeni come l'imbarcamento o la variazione di dimensione, compromettendo il corretto abbinamento delle parti e il funzionamento di cerniere e altri eventuali meccanismi.

L'armadio in tamburato presenta invece molteplici vantaggi, primo fra tutti la leggerezza derivante dall'avere i pannelli costituiti da un telaio chiuso da due pannelli in legno o hdf, con all'interno una struttura a nido d'ape. La leggerezza è un fattore che comporta una maggiore affidabilità nel tempo per quanto riguarda i meccanismi di apertura delle ante, visto che le cerniere non sono chiamate a svolgere un lavoro gravoso sostenendo pesi considerevoli.

In un armadio ben costruito le boccole e la ferramenta sono concepiti per andare sempre ad interessare la parte in legno pieno corrispondente al telaio, anche per quanto riguarda l'attrezzatura interna. In questo modo l'armadio può essere smontato e rimontato diverse volte senza perdere le sue caratteristiche di qualità.

Lo svantaggio, parlando di prodotti in grande serie, è invece nelle lavorazioni a misura: infatti una lavorazione fuori standard comporta il rifacimento del telaio e non il semplice taglio di un pannello pieno, con conseguente aggravio di costi e di tempi di realizzazione.